LA STORIA DELLA CHIESA ARMENA


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(breve)

           

           

1.      LA FONDAZIONE DELLA CHIESA ARMENA:

 Alcune fonti storiche e la tradizione della Chiesa Armena affermano che gli apostoli Taddeo e Bartolomeo furono i fondatori della Chiesa Armena e illuminatori d’Armenia.

            Altre chiese sono d’accordo che l’apostolo Bartolomeo, ritornando dall’India, si fermò, predicò e fu martirizzato in Armenia, in un luogo che si chiamava Arbak (Աղբակ).

            Riguardo all’apostolo Taddeo le fonti storiche non sono numerose.  La tradizione ecclesiale ci racconta che l’apostolo Taddeo dopo d’ascensione del Signore, secondo le parole del Vangelo (“andate ed evangelizzate tutti i popoli”), prima si recò a Edessa, in Armenia Minore, dove intronizzava il re Abgar armeno. L’apostolo sanò il re, che era malato, e consacrò il setaiolo Adde vescovo di Edessa, mentre egli passava in Armenia Maggiore. Qui egli convertì la vergine Sanduct(ê³Ý¹áõËï), la figlia di re Sanatruk(ê³Ý³ïñáõÏ) e con lei fu martirizzato a Sciavarsciavan (Þ³í³ñß³í³Ý), il villaggio del re.

Dal secolo primo a.C. in Armenia ci furono le colonie ebree ad Artasciat, a Vagarsciapat ed a Tigranakert (queste città furono capitali nei primi tre secoli d.C.).

Alla fine del secondo secolo dell’esistenza del cristianesimo in Armenia parla anche Tertulliano (197).

Eusebio – come scrive Filippo Carcione nel suo libro “Le chiese d’oriente” - dal canto suo, avalla, praticamente, la testimonianza dello scrittore africano, informandoci che il vescovo Dionigi d’Alessandria, verso la metà del terzo secolo, inviò una lettera (De poenitentia) alla comunità armena, presieduta dal vescovo Merujan (Ø»ñáõųÝ).

Alla fine del secondo e all’inizio del terzo secolo, i re Artasces (Արտաշես - 110), Vagarsce II (ì³Õ³ñß  ´ 186-196), Kosrov I (Êáëñáí ² 196-216) e Trdat (287), organizzarono le persecuzioni contro i cristiani.  Il vescovo di Cesarea di Cappadocia Firmiliano (230-268) descrive queste persecuzioni, nel suo libro “La storia delle persecuzioni della Chiesa”.

Gli storici dicono che in questi primi tre secoli in Armenia ci furono le comunità cristiane, però esse non ebbero alcun ruolo nel regno armeno.

Storicamente si è conservato il libro che contiene la lista di successioni delle cattedre vescovili delle regioni di Artas e Gogt (²ñï³½ ¨ ¶áÕÃ).

            Le successioni della cattedra d’Artas sono:

            Zaccaria … 70/71.

            Zementos  … 71-75.

            Atrnerseh … 76-91.

            Musce … 92-122.

            Sciahen … 123-148.

            Sciavarsce …149-169.

            Levonzios … 169/170-186/187.

 

 

            2. IL CRISTIANESIMO RELIGIONE DEL REGNO ARMENO:

            Il gran successo è connesso con il re Trdat (287-330).

È proprio lui che cominciò la più grande persecuzione contro i cristiani, ed è ancora proprio lui che dichiarò il cristianesimo in Armenia come la religione del regno, cambiando totalmente tutti i templi pagani e ricostruendoli come chiese.

La storia del re Trdat e di San Gregorio Armeno è molto famosa nella Chiesa Armena, tanto che fa parte indissolubile della storia della Chiesa Armena.

 

 

3. TRDAT  E  SAN GREGORIO ARMENO:

 Trdat con l’aiuto dei romani (in particolare del cesare Diocleziano) vince e diventa il re degli armeni.  Egli costringe tutti i suoi prossimi ad adorare gli idoli pagani.  Fra tutti ci fu soltanto uno, che si chiamava Gregorio, che non obbedì al comando.

Gregorio era il segretario del re ed era amato da Trdat.

Il re sentendo che Gregorio non voleva soddisfare la sua volontà, si arrabbiò e lo gettò nella fossa dove c’erano i serpenti e scorpioni.  In queste fosse di solito si gettavano i condannati a morte.

San Gregorio Illuminatore rimase in questa fossa tredici anni, ogni giorno mangiando soltanto un po’ del pane che per ispirazione di Dio una donna portava e buttava là, senza sapere che o chi ci fosse dentro.

Nello stesso tempo, cioè nel tempo delle persecuzioni di Diocleziano (284 - 305), come ci racconta lo storico Agatangelo, 37 vergini cristiane scappando dall’impero Romano arrivarono in Armenia.  Trdat, sentendo parlare della bellezza di una di loro, Hripsimè, decide di sposarsi con lei, però Hripsimè si era consacrata a Dio e non voleva sposarsi con il re.  A causa di questo il re Trdat le uccide tutte.  Dopo questo il re si ammalò.

L’Agatangelo dice che egli girava nelle foreste come un cinghiale.

Nessun medico poteva aiutarlo.

Dopo qualche tempo la sorella del re ebbe una visione, secondo la quale il re può essere guarito soltanto da quel Gregorio che egli aveva gettato nella fossa.  Dapprima la donna non fece attenzione a questo, ma la visione si ripetè.

Così dopo tredici anni San Gregorio Armeno fu tirato fuori dalla fossa.

Egli spiegò tutto il senso di quello che era successo al re, dopo lo guarì, e nei posti dove erano state martirizzate le vergini costruì delle piccole cappelle.

Dopo ciò San Gregorio insegnò il Vangelo e battezzò la famiglia reale e la guardia imperiale.

Dopo alcuni giorni, in una serata vide che il Figlio di Dio scendeva dall’alto, e con il martello d’oro, bussava sulla terra dicendo: “Gregorio, qui costruisci la Mia chiesa”.  Questa visione San Gregorio realizzò con il re.  La costruzione della chiesa fu finita nel 303, e si trattò della prima chiesa ufficiale del mondo.  Proprio qui si trova la cattedrale, cioè la Santa Sede che si chiama Ecmiadzin che vuol dire “discesa dell’Unigenito”.

 

 

4. DICHIARAZIONE DEL CRISTIANESIMO COME RELIGIONE DEL REGNO:

L’anno 301 è la data della dichiarazione del cristianesimo in Armenia come la religione del regno, però ancora rimangono alcuni principi pagani.

Qui possiamo ricordare anche, come scrive Eusebio di Cesarea, che il cesare Massimino Daia cominciò la guerra contro l’Armenia, a causa della dichiarazione del cristianesimo come regione del regno.

 

San Gregorio (302-325) riceve la consacrazione episcopale a Cesarea di Cappadocia, dall’arcivescovo Leonzio, e ritorna in Armenia fondando molti monasteri.  La Chiesa Armena, essendo fuori dell’impero romano, faceva il suo lavoro indipendentemente.  In seguito il vescovo d’Armenia si chiamava “katholikos” (dalla parola “cattolico”).

Mentre nei concili di Nicea e di Costantinopoli fu affermato il sistema metropolitano e dopo quello patriarcale, la struttura gerarchica della Chiesa Armena si sviluppò indipendentemente.

San Gregorio Illuminatore creò circa 400 cattedre vescovili e arcivescovili, che furono sottoposte al katholikosato d’Armenia.  San Gregorio per ogni regione ordinò un vescovo, accanto ad ogni principe.  Così la struttura gerarchica della chiesa fu, piuttosto, simile a quello del regno.  Anche nei primi secoli i katholikos provennero dalla dinastia di San Gregorio Armeno, cioè la carica fu ereditaria.

I suoi successori sono sant’ Aristakes (235-333), san Vrtanes(333-341), sant’Husik(341-347), Pharen di Ascetisceat(348-352), san Nerses(353-373) ecc.

Nel 354 San Nerses Magno convocò un concilio ad Ascetisciat.

Il concilio d’Ascetisciat ebbe gran successo nella Chiesa Armena.  Questo concilio stabilì di fondare in Armenia ospizi di carità, orfanotrofi, ospedali e oltre edifici di beneficenza.  Il concilio vietò di consuetudini funebri pagane, di celebrare il matrimonio fra parenti, proibì l’alcolismo, la prostituzione, l’uccisione, esortò ad avere pietà per i servi ecc.  Il concilio decise anche di costruire monasteri per gli uomini e per le donne, di fondare scuole in ogni monastero.  In questo concilio la chiesa ancora una volta rifiutò l’arianesimo e accettò il credo di Nicea.

 

 

5. L’EPOCA D’ORO:

 Nel 4° sec. le lingue liturgiche erano il greco e il siriaco. Per meglio avvicinare il popolo alla vita liturgica e alla preghiera, specialmente nelle zone, dove la gente ancora rimaneva pagana, san Mesrop (di solido per lui si usano due nomi: Mesrop o Mascetoz, a volte anche insieme: Mesrop Mascetoz) pensò di creare la lingua scritta, in armeno.  Il katholikos Sahak Partev (387-438) e il re Vramsciapuh(389-417) diedero il permesso a San Mascetoz di realizzare questo lavoro, e lui, nel 404-405, inventò le lettere armene.  All’inizio le lettere furono 36, dopo, nel medioevo, se ne aggiunsero altre 2, per un totale di 38 lettere.

La prima frase tradotta in armeno fu dal libro dei Proverbi: “Conoscere la sapienza e la disciplina, capire i detti profondi”.

Il secolo quinto nella storia armena si chiama l’epoca d’oro, perché proprio in questo secolo furono tradotti la Bibbia, i libri liturgici, quasi tutta la patrologia di quel tempo, i libri esegetici, polemici, apologetici, biografici ecc.  Emergono polemisti (come Eznik), agiografi (come Koriun), storiografi (come Lazaro di Pharp, Agatangelo, Mosè di Corene) e innografi (come il katholikos Giovanni Mandacuni).

Nel 384 l’Armenia fu divisa in due parti fra la Persia e l’impero romano. Nella parte occidentale dell’impero, i cesari poco a poco cambiano i principi armeni.  Nella parte orientale, nel 449, il re di Persia decide di cambiare la fede e sopprimere il cristianesimo.  Il 26 maggio del 451, la battaglia d’Avarair segna la vittoria della fede degli armeni.  L’Avarair è la prima battaglia per il cristianesimo. Dei 66.000 uomini dell’armata 1036 furono santi martiri, fra i quali molti principi, che ogni anno si festeggiano nella Chiesa Armena.  Molti ecclesiastici, anche il katholikos S. Giuseppe (437-452), furono deportati e martirizzati in Persia.

 

 

            6. I CONCILI:

            I primi tre concili ecumenici sono stati i valori della Chiesa Armena.

1. Nicea – 325.

2. Costantinopoli – 381.

3. Efeso – 431.

Nel concilio di Nicea fu presente anche il vescovo Aristakes che presenta il credo di Nicea a San Gregorio Armeno, il quale ordina di usare questo credo in chiesa.

 

 

7. IL PROBLEMA DI CALCEDONIA:

La Chiesa Armena non accettò il concilio di Calcedonia.

Proprio nell’anno del concilio, cioè nel 451, in Armenia ci fu la guerra per la fede cristiana.  In questo tempo in Armenia non c’era il regno degli armeni.  C’era soltanto l’esarcato. La Persia voleva cambiare la fede cristiana in Armenia.

Per quasi quaranta anni dopo Calcedonia la Chiesa Armena non dice niente.

Soltanto dopo il 490 la chiesa comincia a respirare. In questo tempo in Persia il predominio fra i cristiani era nelle mani dei nestoriani, in Occidente c’era il calcedonesimo, a Bisanzio prevalevano i monofisiti sotto la guida dell’imperatore Eracleo.

Nel 506, nel concilio di Dvin, la Chiesa Armena ufficialmente proclama la sua fede, rifiutando il nestorianesimo e il calcedonesimo.

Nel 518, il cesare Giustino  I (518-527) dichiara santo e ecumenico il concilio di Calcedonia.

L’Armenia si trovava fuori dell’impero, perciò tenne la sua posizione, rimanendo basata sulla fede dei primi tre concili.

Riguardo alla formulazione dogmatica sulle nature di Gesù Cristo la Chiesa Armena si basa sui padri di cappadocia , dicendo:

Gesù Cristo, Figlio di Dio, nostro Signore e Salvatore, l’unigenito incarnato, perfettamente è Dio e Uomo, cioè le due nature senza confusione e senza mescolanza sono unite in una persona, perciò non si dice due, ma uno, per non dividere l’unità di Dio con l’uomo.

Nel VIII sec., il katholikos S. Giovanni di Ozun (717-728) aggiunge: “Possiamo dire due nature, se capiamo giusto …”.

 

 

8. GLI ANNI SUCCESSIVI:

Dal 484 la sede pontificale si trasferì da Vagarsciapat a Dvin (in questo tempo Dvin fu capitale dell’Armenia), e rimase qui circa 400 anni.  Dal VII al IX sec. l’Armenia fu sotto la dominazione degli arabi.  Questi secoli nella Chiesa furono gli anni della sterilità: la gente era poverissima, non si costruivano le chiese, la sede pontificale non aveva il suo luogo preciso, si trasferiva sempre.  La situazione cambiò col nuovo regno degli armeni Bagratuni (885-1044).

Dal IX all’ XI sec. in Armenia Maggiore c’erano 5 piccoli regni degli armeni.  Il più potente fra loro fu quello dei Bagratuni.

Dal 929 al 946 la sede pontificale si spostò ad Agtamar, vicino ai re armeni di Vaspurakan.  Dopo, dal 946, ancora si trasferì ad Ani, dai Bagratuni.

Nel 1044 i bizantini distrussero l’Ani.  Qui i greci non rimasero molto, perché ben presto vennero i Selgiuchidi, turchi e persiani.

Dopo la caduta del regno dei Bagratuni molti armeni lasciarono l’Armenia e emigrarono in Cilicia.  Nell’ XI sec. già in Cilicia c’erano molte chiese e monasteri.  Alla fine di questo sec. in Cilicia si trasferì anche la Santa Sede.  Nel 1114 si tenne un concilio ecclesiale dove il katholikosato di tutti gli armeni rifiutò il katholikosato di Agtamar (furono presenti 2.500 ecclesiastici), opponendosi a quella sede.

In Cilicia la Santa Sede si trasferì prima a Hromkla (1147-1293), dopo a Sis (1293-1441).

Nel 1441 la cattedra pontificale di tutti gli armeni si trasferì a Etchmiadzin, dove rimane fino ad oggi.

In questo periodo, fino al XIX sec., l’Armenia è governata da due poteri, da una parte la Persia (Armenia Orientale), dall’altra parte la Turchia (Armenia Occidentale).

Nel XVII sec. bisogna ricordare il katholikos Mosè di Tatev (1629-1632).  Da lui comincia la rinascita della chiesa.  Il suo lavoro è continuato da Filippo di Agbak (1633-1655) e da Giacomo di Giuga (1655-1680). 

Nel 1666, ad Amsterdam, per la prima volta in armeno, l’archimandrita Voskan pubblica la Bibbia illustrata.

Dopo, il katholikos Simeone d’Erevan(1763-1780) fondò una casa editrice, una fabbrica della preparazione del foglio, e fece cambiamenti nel calendario festivo.

Nel 1828 i russi invasero l’Erevan e l’Etchmiadzin.  Dopo ciò, nel 1836, i russi crearono un codice per governare soprattutto sugli armeni.  Questo codice si chiamava “Palagenia”.  Con questo codice era governata anche la chiesa.  Questo codice si usò fino al 1917.

In Armenia Occidentale, cioè in Turchia di oggi, gli armeni stessi crearono uno statuto, che nel 1860, fu presentato al governo turco per firmarlo.  Lo statuto venne firmato nel 1863.  Come prima, anche con questo statuto, il rappresentante degli armeni in Turchia davanti al governo turco è il Patriarca degli armeni di Costantinopoli.